L’arte delle cose

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Cosa è la parola più usata al mondo, esiste in tutte le lingue e vuol dire tutto. Prima di utilizzare cosa veniva utilizzata la parola res, che deriva da reale, realtà. È solo nel medioevo che il termine causa diventa cosa, come se l’uomo fosse chiamato in causa per essere giudice della ragione.

Entrare in contatto con una cosa è un’esperienza che inevitabilmente ci fa pensare. Senza di esse l’uomo non avrebbe la possibilità di azione. Le cose sono beni, doni, ma possono riservare colpi di grazia e risultare disturbanti.

Le cose sono motivo di pensiero.

Aristotele diceva che la qualità di un vivente la si riconosce a partire dalla qualità del suo tatto. Quanto più aumenta la qualità del tatto tanto più aumenta il posto del vivente. Tommaso d’Aquino riprende Aristotele affermando che la mano dell’uomo è come l’anima, e viceversa. Anche Kant, nell’Antropologia dal punto di vista pragmatico, dice che la mano è il cervello esterno dell’uomo. Una ragione separata dai sentimenti.

Zhang Huan, Buddha Hand, 2006
Zhang Huan, Buddha Hand, 2006

Mano come sintesi per esprimere.

Il linguaggio della mano dice cose che nessuna parola può eguagliare. Le mani sono la parte del corpo sintetica che esprime il nostro rapporto con le cose e l’artista è colui che meglio usa le mani per comunicare. La grandezza di un’artista sta nel considerare un oggetto, un corpo, una cosa, degni di essere considerati e quindi rappresentarli o di esporli a una lettura. Portando il soggetto selezionato su una tela, un piedistallo, in una galleria, l’artista mette la cosa su “un altro piano”. La mette nella situazione di essere esaminata, elaborata e consente al pubblico di ritrovare nelle forme e nei simboli la memoria e il messaggio.

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Atelier Van Lieshout, Pietà, 2010

Joep Van Lieshout, o Atelier Van Lieshout (AVL), lavora con il sostegno di un team che lo supporta nella produzione di cose, a volte funzionali e a volte non. Il messaggio di questi oggetti, tra design e citazioni della storia dell’arte, è quello di provocare una critica alla società contemporanea iperproduttiva e consumistica. L’immagine mostra una pietà essenziale, in cui la distanza tra divino e terreno si astrae nelle sagome delle due figure in vetroresina.

Credits:
Aristotele, De partibus animalium, 384/2-322 a.C.
Immanuel Kant, Antropologia dal punto di vista pragmatico, Piccola Biblioteca Einaudi, Bologna, 2010
Appunti personali della lezione di Estetica del sacro, prof. Giovanni Cesare Pagazzi
Paparoni D.,L'arte contemporanea e il suo metodo, Neri Pozza, Vicenza, 2005