Bill Viola | Un’esperienza multimediale di significati e relazioni

Bill Viola, Inverted Birth, 2014

Bill Viola è un’artista statunitense con origini italiane nato nel 1951. Viola si diploma in Visual and Performing Arts alla Syracuse University a New York. Nei primi anni ’70 inizia a realizzare le opere di videoarte che lo renderanno famoso in tutto il mondo.

All’inizio della sua carriera lavora per affermati artisti come Bruce Nauman e Nam June Paik. Tra il 1974 e il ’76 è stato direttore tecnico di art/tapes/22, un importante centro di produzione e documentazione del video a Firenze. Installazioni e documenti che raccontano questo periodo sono in mostra a Palazzo Strozzi fino al 22 luglio 2017 nella mostra personale di Bill Viola – Rinascimento Elettronico.

Bill Viola, The Reflecting Pool, 1977-9
Bill Viola, The Reflecting Pool, 1977-9

Il maestro della videoarte ha saputo creare straordinarie esperienze di immersione tra spazio, immagine e suono. Dalle sperimentazioni degli anni Settanta fino alle grandi istallazioni degli anni Duemila esplora spiritualità, esperienza e percezione. Persone, corpi e volti sono i protagonisti delle sue opere. Con uno stile poetico e fortemente simbolico l’artista chiama l’uomo a interagire con le forze della natura: acqua e fuoco, luce e buio, morte e rinascita.

Bill Viola, Martyrs series, 2014
Bill Viola, Martyrs series, 2014

Il ciclo della vita e la simbologia sacra

In opere come The Crossing o in Invert Birth (in copertina) Viola lavora su l’interazione dei performers con gli elementi. L’azione delle forze naturali sui corpi ricordano i riti iniziatici presenti in molte culture. Fuoco, acqua, sangue e terra sono le sostanze che è necessario subire per intraprendere il viaggio verso la trascendenza. I suoni che utilizza consentono allo spettatore di immedesimarsi profondamente nelle sensazioni suscitate.

Bill Viola, The Greeting, 1995 - Pontormo, La Visitazione, 1528-29 circa
Bill Viola, The Greeting, 1995 – Pontormo, La Visitazione, 1528-29 circa

Come viene dimostrato nella mostra a Palazzo Strozzi, Viola si è spesso ispirato alle opere del passato. La conversazione tra le sue installazioni e le opere di Cranach, del Pontormo, o Paolo Uccello, raccontano di una vita dedicata all’arte e alla comunicazione per immagini. Racconta delle culture e delle religioni ma anche di come gli uomini vivono. In Catherine’s Room osserviamo una donna che vive i rituali della sua quotidianità e il passare delle stagioni che possiamo scorgere dal ramo dell’albero oltre la finestra. Vediamo i cicli della natura e di un’intera vita umana.

Bill Viola, Catherine's Room, 2001
Bill Viola, Catherine’s Room, 2001

Acqua simbolo di morte e rinascita

Emergence è una delle sue opere più note. Due donne vegliano ai lati di un pozzo da cui compare un corpo che risalendo fa traboccare l’acqua. Il pozzo/sarcofago ricorda le le pale di Michelangelo e Raffaello ma anche la Morte di Marat di David. L’acqua come simbolo di morte è anche il riferimento ai liquidi amniotici del parto, l’immagine che unisce l’inizio e la fine della vita. Bill Viola si rifà a una narrazione circolare creando così un’unione tra il pensiero cristiano e la spiritualità orientale.

Bill Viola, The Deluge, 2002
Bill Viola, The Deluge, 2002
Credits:
www.tate.org.uk
www.palazzostrozzi.org
www.billviola.com