L’opacità del muro

Richard Serra, Sequence, 2006 CoSA | Contemporary Sacred Art

Il muro Occidentale, o semplicemente Kotel, è un muro di cinta risalente all’epoca del secondo Tempio di Gerusalemme. È anche indicato come Muro del Pianto, o nella religione islamica, come Muro di al-Buraq. Il Tempio era ed è il luogo più sacro all’Ebraismo.

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Tappeto, nicchia di preghiera

Martin Roth, Persian rugs, installation Korean Cultural Centre Designboom, 2016 tappeto cosa contemporary sacred art

Nel corso dei secoli i muri e gli arazzi in occidente, le moschee e i tappeti in Asia hanno trasmesso conoscenza attraverso simboli e disegni. I simboli più antichi fanno sempre riferimento a concetti interessanti legati alla storia, alle religione, alla cultura. Questi soprattutto richiamano la dimensione divina. Il tappeto è per gli artigiani orientali un elemento per poter esprimere, tramandare e raccontare. Sono un mezzo di comunicazione.

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Il passaggio tra terreno e divino

Carsten Holler, Doubt, Hangar Bicocca, 2016 cosa contemporary sacred art passaggio porta

La porta divide un piano da un altro, isola, ostacola se chiusa, invita se aperta, mette un luogo su un altro piano.

Sia nelle tradizioni spirituali orientali che in quelle occidentali la porta ha una simbologia ricca di significato. In tante culture l’atto del “varcare una soglia” si riferisce ad un momento di passaggio, ad un cambio di situazione. Si compie l’atto di spostarsi in un luogo nuovo in cui la soglia rappresenta la separazione o la comunicazione. È il passaggio da un livello all’altro, il livello del noto, del profano, al livello dell’ignoto, del sacro.

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La promessa di un luogo sacro

Valery Koshlyakov, Homeless Paradise, 2012

L’esperienza del sacro corrisponde sempre a un luogo sacro. Un luogo come una specie di promessa di casa che non fallisce. Tutte le esperienze sacre e religiose hanno a che fare con il luogo. I luoghi delle nostre origini influenzeranno la nostra vita e l’attendibilità nei confronti delle cose e delle persone.

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Il legame tra l’uomo e le cose

Zhang Huan, East Wind and West Wind, 2015 cosa contemporary sacred art religione uomo e cose

La religione è il legame che si instaura tra l’uomo e le cose. Una realtà così originaria, così sacra, da essere considerata qualcosa di più grande di noi. Viene prima delle nostre scelte, ci precede e ci accompagna in tutti i giorni della vita. Era prima che noi volessimo volerla o potessimo pensarla. 

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Tra la catastrofe e lo svelamento

Jannis Kounellis, Senza titolo (Svelamento), 2012 - Chiesa di San Fedele, Milano

La parola Apocalisse deriva da un termine greco che significa rivelazione. Già i primi cristiani, con il termine Apocalisse, volevano indicare la manifestazione di Cristo alla fine dei tempi. Nell’arte contemporanea gli artisti interpretano la fine dei tempi e la rivelazione di un nuovo tempo spesso con rimandi simbolici alle descrizioni originali. 

Qualcuno ne parla come una catastrofe definitiva e altri come lo svelamento di una nuova storia.

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L’anima come la mano

Giovanni Gasparro, Casti connubii. Olio su tela, 50x40 cm, 2013

Aristotele diceva che la qualità di un vivente la si riconosce a partire dalla qualità del suo tatto. Quanto più aumenta la qualità della mano, tanto più aumenta il posto nel mondo del vivente. L’uomo riesce ad avere un rapporto con le cose superiore rispetto a tutti gli altri animali. È un senso che rende l’uomo più raffinato.

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Il presepe dei ricordi

Saverio Todaro, Loading - Nativity, 2014

Ci sono presepi che toccano i sentimenti non solo di chi crede. Il grande mondo della comunicazione popolare ricollega al presepe i ricordi dell’infanzia, della maternità, di un racconto speciale che ha qualcosa di misterioso. Dall’altro lato può essere invece oggetto di riflessione che scaturisce sensazioni di malessere, per un grido d’aiuto inascoltato, un messaggio di pace non arrivato.

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Natale sacro e profano

Richi Ferrero, Il Presepe che non torna, 2014

Meglio tenersi leggeri. Non per il digiuno del venerdì, o dello shabbat, ma per l’arrivo delle grandi abbuffate. Come ogni anno la storia si ripete e c’è chi parla di quanto sono brutte le luminarie e c’è chi parla di come al Natale non viene più dato il valore di una volta. Mi trovo d’accordo con entrambi i cliché.

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Lo sguardo di Santa Lucia

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Nell’iconografia sacra Santa Lucia viene rappresentata con in mano un vassoio su cui sono appoggiati i suoi occhi. Non ci sono documenti che accertano l’esportazione degli occhi della Santa vergine durante il suo lungo martirio. Si attribuisce di certo la sua protezione ai ciechi e a chi soffre di problemi agli occhi per l’origine del suo nome: Lucia da Lux, luce.

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Immacolata di marmo

Fabio Viale, Madonna, 2010 immacolata concezione cosa contemporary sacred art

L’8 dicembre dell’anno 1854, papa Pio IX proclamò l’Ineffabilis Deus, il dogma dell’ Immacolata Concezione. Questo momento rende ufficiale una devozione già accettata dal punto di vista teologico e diffusa in tutto il mondo cattolico.

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Dal 900 al 2000

Anish Kapoor, Acension cosa contemporary sacred art novecento duemila 900 2000

La rivoluzione che stiamo vivendo è caratterizzata dalla velocità di trasmissione di dati, dall’importanza data alle telecomunicazioni e all’informazione in rete. Cambia il rapporto che abbiamo con lo spazio ed il tempo. Come è avvenuto per le grandi svolte tecnologiche politica, società e religioni sono state osservate dagli artisti in una maniera diversa.

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L’arte delle cose

Atelier Van Lieshout, The caretaker, 2003 cosa contemporary sacred art sacro contemporaneo sculpture atelier van lieshout design arte pieta

Cosa è la parola più usata al mondo, esiste in tutte le lingue e vuol dire tutto. Prima di utilizzare cosa veniva utilizzata la parola res, che deriva da reale, realtà. È solo nel medioevo che il termine causa diventa cosa, come se l’uomo fosse chiamato in causa per essere giudice della ragione.

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