Damien Hirst | Scienza e religione riempiono il vuoto

Damien Hirst, Last supper, 1999

Damien Hirst ha dato origine a diverse esposizioni in cui la religione e allegorie religiose sono elementi fondamentali. Titoli quali Romance in the Age of Uncertainty (2003), New Religion (2006), Superstition (2007) and In the Darkest Hour There May be Light (2007) indicano un interesse per il ruolo della religione oggi.

Nella nostra società, i motivi religiosi hanno perso gran parte del loro potere originale, tuttavia, questi simboli indicano un vuoto di cui questo artista si vuole occupare. Adam and Eve Exposed rivela una relazione tra l’interesse per le metafore religiose e le tecniche scientifiche. All’interno due grandi teche in vetro si trovano due corpi umani su tavoli autoptici. I corpi sono coperti da fogli blu con un foro a forma di foglia di fico all’altezza dei sessi. La scena suggerisce che le figure sono morte, ma si avverte un leggero movimento nei drappeggi. Si tratta di una rappresentazione della vittoria della scienza medica sull’essere umano finito, o stiamo assistendo ad un intervento divino? Hirst sposta elementi della vita nella sua arte. In questa esplorazione del passaggio dalla vita alla morte cerca di fermare il tempo e di creare uno stato ideale o una condizione al di là dello spazio-tempo.

Damien Hirst, Adam and Eve Exposed, 2004
Damien Hirst, Adam and Eve Exposed, 2004

Dispositivi visivi per l’analisi di una promessa affidata alla fede.

I molti animali immersi nella formaldeide sono diventati uno dei marchi di Hirst. La scienza e la farmacia, sono in continua ricerca per ridurre il dolore, portare alla felicità e la vita eterna, impulsi che questo artista riporta nelle sue opere. In Romance in the Age of Uncertainty propone una serie di tredici teche che rappresentano la risurrezione di Gesù e la morte di dodici apostoli. In questi contenitori in acciaio e vetro farmaceutico sono contenuti oggetti che riconosciamo come simboli di sofferenza e di morte. Come dice il titolo, In Mother and child (divided) l’artista separa delle figure che sono il simbolo di fedeltà e sicurezza, il simbolo di una promessa. Gli animali divisi hanno riferimenti biblici chiari. Nell’Antico Testamento troviamo numerose storie che includono il partizionamento degli animali.

Damien Hirst, The Martyrdom of St. Peter, 2002 - 2003
Damien Hirst, The Martyrdom of St. Peter, 2002 – 2003

Sugli scaffali ripone fiale di farmaci, pillole, pipette, ma ancora: un gallo, chiavi, una croce capovolta. L’ultimo elenco è riferito a un’opera che ci mostra un ritratto di San Pietro, descritto con elementi che arrivano dalla Bibbia. La storia narra che Pietro si è ritenuto indegno di essere ucciso nello stesso modo del Salvatore, ed è stato quindi crocifisso a testa in giù. I dispositivi visivi di Hirst sono strettamente legati alla storia, e conferiscono al lavoro un carattere di ritratto. Eppure, a differenza di tradizionali rappresentazioni della morte dell’apostolo, manca una figura umana. Hirst ha installato uno specchio sul retro di uno scaffale. Il riflesso di noi stessi nella credenza ci spinge a riflettere sulla nostra relazione con la storia.

Credits:
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