Dan Flavin | La percezione degli ambienti e del colore

Dan Flavin, Untitled, 1972-75

L’artista americano minimalista Dan Flavin, non ha mai dichiarato una sensibilità verso l’introspezione e la concentrazione per un’elevazione dei sensi. La sua arte è rivolta ad uno studio attento e costante della percezione del colore.

Da una dimensione ad un’altra

Gli ambienti alterati dai tubi di luci a fluorescenza delle sue installazioni attivano meccanismi di sostituzione a livello mentale. Il cervello dell’osservatore, davanti a una luce di un determinato colore, chiudendo le palpebre, quindi nel momento di privazione della vista, riproduce il colore complementare. L’impressione che si prova all’interno degli ambienti di Flavin è quella di passare da una dimensione ad un’altra. L’esperienza percettiva che altera quella che solitamente viene vissuta come un momento “al buio”, si dimostra non essere un concetto privativo. Questo porta Dan Flavin a ricercare un’attività contemporanea, che, come definisce Agamben, è subire «in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo».

Dan Flavin, Untitled, 1996 - Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano
Dan Flavin, Untitled, 1996 – Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, Milano

Nel 1996 Dan Flavin ideò il progetto per la S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano, lavoro che venne realizzato postumo da Fondazione Prada. La conoscenza della teologia da parte di Flavin lo ha portato a elaborare una struttura di tubi neon caratterizzata da colorazioni luminose che rispettano la simbologia sacra. Azzurro per la volta, luogo che allude alla serenità del paradiso; giallo oro per il retro della dell’altre, luogo dell’apparizione e della gloria divina; violetto per le zone che ricordano la Passione di Cristo.

Dan Flavin con tubi neon eleva lo spettatore a uno stato altro

Dan Flavin, Monument for V.Tatlin, 1964
Dan Flavin, Monument for V.Tatlin, 1964

Prima di arrivare a creare atmosfere minimali, Flavin produsse una serie di opere dedicate a Vladimir Tatlin, uno degli esponenti più conosciuti dell’avanguardia russa. Queste si presentano come sculture di tubi neon che si elevano in altezza e che, illuminate, entrano in contrasto con la parete che gli fa da sfondo.

Dan Flavin, Icon II (the mystery) (to John Reeves), 1961
Dan Flavin, Icon II (the mystery) (to John Reeves), 1961

Altre installazioni di Flavin, ricollegabili alla tradizione russa, sono costruite come quadrati monocromi accompagnati da lampadine e tubi fluorescenti, una serie titolata Icons.