Faig Ahmed | L’intreccio e la trasformazione della tradizione

Faig Ahmed, Liquid, 2014

A otto anni Faig Ahmed decise di tagliare il tappeto azero tradizionale di sua nonna. Costretto nella rigidità della convenzione decise che poteva migliorare il disegno. Reinterpretando le tecniche di tessitura secolari dell’ornamento, questo artista si avvale del suo ricco patrimonio culturale per produrre opere che impegnano il passato in modi inaspettati.

Dopo la laurea presso il dipartimento di scultura dell’Azerbaijan State Academy of Fine Art, Faig Ahmed ha lavorato con diversi media, tra cui la pittura, il video e l’installazione. Nasce (1982) e cresce a Baku dove vede i tappeti come una delle rappresentazioni più impenetrabili e immutabili dell’Oriente. L’uso del tappeto come strumento di preghiera nella cultura armena anticipa infatti quella dei musulmani. Tra le decorazioni erano comuni simboli come la svastica, la ruota, il cosmogramma, i simboli della vita, dell’eternità, la croce, i simboli floreali, vegetali e animali.

Faig Ahmed, Coherence, 2016
Faig Ahmed, Coherence, 2016

Slegare l’intreccio per raggiungere qualcosa di nuovo

Gli oggetti decostruiti di Faig Ahmed sembrano essere sul punto di diventare qualcosa di diverso o forse disintegrarsi interamente. Il suo lavoro attuale trasforma il tappeto da un oggetto passivo a qualcosa di provocatorio. In un’intervista dice: “Prima di averli manomessi i tappeti erano perfetti”. “Fanno pensare le persone e non gli permettono di sentirsi a proprio agio alla loro presenza”.

Faig Ahmed, Chelebi, 2016
Faig Ahmed, Chelebi, 2016

 

Faig Ahmed. Simurq, 2014
Faig Ahmed. Simurq, 2014

 

I tappeti intrecciati a mano si stanno sciogliendo, si dissolvono. In altre opere si sciolgono nelle pareti oppure si contrappongono a un groviglio psichedelico di fili rigidi. Il processo di Ahmed per la creazione di queste opere inizia con l’approvvigionamento di vecchi tappeti che possiedono motivi geometrici unici. Utilizzando un software modifica la trama dei tappeti originali, poi smantella, restituisce o li manipola. Produrre in definitiva opere tridimensionali che implicano interferenze digitali, tra cui la pixelation. Alcuni dei tappeti di Ahmed sono solo sottilmente alterati, altre invece sono state completamente rinnovate, spesso per produrre un effetto trompe l’oeil distorto e disorientante.

Faig Ahmed, DNA, 2016
Faig Ahmed, DNA, 2016

La religione, la cultura e il sistema politico sono in continua trasformazione come la trama di questi tappeti.

I tappeti sono realizzati in seta colorata naturalmente o lana dall’Iran. Ahmed coinvolge tessitrici dei villaggi azeri che seguono le stesse tecniche da generazioni. Che cambia è solo il concetto e il design del tappeto. Legato alla tradizione vuole far riflettere su un simbolo della sua cultura e della religione. “Il tappeto è una struttura – la struttura della società, della comunità o della cultura. Ma, come qualsiasi sistema, avendo raggiunto il suo picco, dovrebbe essere distrutto, e sulle sue ceneri, si può costruire qualcosa di nuovo […] un individuo che otterrà la propria esperienza è la cosa che mi interessa di più.”

Faig Ahmed, Invert, 2014
Faig Ahmed, Invert, 2014
Faig Ahmed, Epiphany, 2016
Faig Ahmed, Epiphany, 2016
Credits:
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tappetorientale.blogspot.it
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