Jenny Saville | La sincerità e la violenza della vita sulla tela

Jenny Saville, Knead, 1994

Jenny Saville predilige i soggetti femminili, corpi nudi, mutilati, schiacciati, compressi, obesi, grandi superfici di carne, sottoposte a pressioni, un corpo sopra e contro l’altro. La Saville trasmette l’umiliazione di quelle forme e di quelle deformità. Estremo omaggio a Michelangelo, anche secondo la Saville per l’uomo non c’è Paradiso.

La trasmissione della sofferenza dei corpi

La Saville lavora concentrando la sua ricerca sulla vita, la morte e sulla verità delle immagini. Prendendo di riferimento soggetti malati o che hanno subito gravi ferite, mostra con estrema sincerità la vita. In Atonement studies racconta del cieco come un santo nel suo momento dell’estasi. L’estremo sgomento ma anche il raggiungimento della pace. Il volto nel pannello centrale è quello di Rosetta, una giovane napoletana cieca dalla nascita. Rosetta, nella posizione del Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio o dell’Estasi di S.Teresa del Bernini, con la testa reclinata all’indietro, trasmette con il suo sguardo vitreo tutta la sofferenza di un destino certo.

Jenny Saville, Atonement Studies - Rosetta (Panel 2), 2005-2006
Jenny Saville, Atonement Studies – Rosetta (Panel 2), 2005-2006

Il tema della cecità non è estraneo ai racconti sacri. Costruita attorno all’idea del peccato, la società occidentale considera l’handicap come l’espiazione di una colpa. Nella pittura di Jenny Saville si ritrovano composizioni caravaggesche, i colori dei veneziani, le sensazioni trasmesse dai quadri di Francis Bacon e un gesto è materico e veloce.

Verità crudele e tuttavia estatica, sensuale nell’abbandono alla rivelazione di sé

Rosetta è la tela centrale di un trittico ai cui lati un uomo e una donna giacciono feriti. Come una rappresentazione del San Sebastiano rinascimentale, sulla seconda tela di questo trittico, giace un uomo inerme ma non sofferente. Steso su un letto d’ospedale, ha sul corpo segni di sutura e un catetere gli esce dal pene. Quasi colto nel momento del martirio, la figura è rappresentata con le mani aperte, in segno di rassegnazione.

Jenny Saville, Atonement Studies, rechte Tafel, 2005–2006
Jenny Saville, Atonement Studies, rechte Tafel, 2005–2006

Scoperta da Charles Saatchi subito dopo gli studi alla Glasgow School of Art in Scozia, la Saville ha potuto esprimersi e vivere di arte. Il suo interesse per la pittura si avvicina alla ricerca di Rembrandt, Velasquez o Tiziano, ma lei ha più che altro preferito parlare di anti-bellezza. La sua ricerca prosegue. In un articolo del The Guardian racconta che sta lavorando con carbone e pastello. Queste tecniche le permettono di aumentare la trasparenza dei soggetti e di sperimentare nuovi grovigli di corpi.

Jenny Saville, The Mothers, 2011
Jenny Saville, The Mothers, 2011

 

Jenny Saville, Shift, 1996-97
Jenny Saville, Shift, 1996-97
Credits:
www.exibart.com
www.theguardian.com
www.successo.com
www.museocarlobilotti.it
www.ilsole24ore.com