Nadia Kaabi-Linke | Identità: le barriere tra Oriente e Occidente

Nadia Kaabi-Linke, No, 2012

Nadia Kaabi-Linke, di origine russo-ucraina, nasce a Tunisi nel 1978. Cresce tra Kiev e Tunisi e si trasferisce a Dubai all’età 12 anni per il lavoro del padre. Il distacco dai suoi luoghi dell’infanzia la fanno allontanare dalla danza ma la madre la convince a dedicarsi all’arte.

Studia pittura all’Istituto di Belle Arti di Tunisi. Si laurea nel 1999 e consegue il Dottorato di Ricerca alla Sorbona nel 2008 in estetica filosofia dell’arte. In Francia incontra suo marito, Timo, che più tardi curerà molti degli spettacoli di Kaabi-Linke. Nel 2009 ha la sua prima personale a Tunisi e da quel momento non ha mai smesso di partecipare a mostre internazionali, premi importanti e grandi eventi di arte contemporanea in tutto il mondo.

Un lavoro involontariamente autobiografico

Nadia Kaabi-Linke, Understanding Over Views, 2009
Nadia Kaabi-Linke, Understanding Over Views, 2009

In Understanding Over Views richiama le politiche di spostamento indotte dalle città e simboleggia la massa che ha formato gli Emirati Arabi Uniti, il paese in cui il pezzo è stato installato. Nel 2011 Abraaj Group Art Prize commissiona all’artista “i tappeti volanti”. Nell’installazione, una struttura a gabbia appesa al soffitto, getta le ombre quadrilaterali sul suolo. Kaabi-Linke è stata ispirata da un ponte a Venezia dove i venditori di strada arabi e africani hanno utilizzato i tappeti per mostrare merci contraffatte. Quest’opera è stata mostrata alla 54a Biennale di Venezia ed è stata poi acquistata dalla Guggenheim di New York nel 2016 come parte dell’iniziativa globale UBS MAP.

Nadia Kaabi-Linke, Flying Carpets, 2011
Nadia Kaabi-Linke, Flying Carpets, 2011

 

Nadia Kaabi-Linke, Smell, 2012 - Chkoun Ahna
Nadia Kaabi-Linke, Smell, 2012 – Chkoun Ahna

Nel maggio 2012, Kaabi-Linke ha esposto  presso il Museo Nazionale Tunisino di Cartagine. L’esibizione, co-curata dal suo partner Timo, si è concentrato sulle questioni dell’identità tunisina dopo la rivoluzione di Jasmine 2010. È stata pubblicata la dichiarazione musulmana Shahada di fede e posto del gelsomino in cima alla bandiera nera. Simboli dell’estremismo islamico e della Tunisia, i fiori decadono sullo sfondo della bandiera.

Il forte impatto concettuale della Kaabi-Linke

A Londra si è esibita accanto ad opere sul tema della sopravvivenza. Alla sua seconda personale del 2015 nella galleria Lawrie Shabibi di Dubai lo spettacolo ha esplorato l’emergere della cultura machista: dai temi dell’eroismo, dello sfruttamento e della violenza della guerra, e il rapporto del machismo con i sette peccati mortali.

Nadia Kaabi-Linke, Don't Drop It, 2009
Nadia Kaabi-Linke, Don’t Drop It, 2009

In un’intervista ha dichiarato di essere interessata all’osservazione delle frontiere geopolitiche, come il confine tra Messico e Stati Uniti e la separazione dei mondi islamici e occidentali. Ha anche riflettuto sulle proprie esperienze con le burocrazie di immigrazione. Parte della sua pratica è dedicata al raccogliere stampe di mura cittadine, che trova espressione della storia delle città. La rivista americana Hyperallergic ha descritto i sei pezzi della Kaabi-Linke custoditi a Dallas come un forte impatto concettuale per affrontare temi politici pesanti (ad esempio, politiche di confini, identità e militari) con mezzi delicati (ad esempio capelli, lingua e filo). Da un’esperienza personale nasce No (in copertina), l’installazione video presentata da Nadia Kaabi-Linkein occasione della mostra Ici l’Afrique/Here Africa, Pregny-Ginevra. Domande snocciolate come in una litania da due labbra che si muovono nel nulla del bianco, ipnotiche. Mentre il ‘No’ viene ripetuto in coro da una folla di adepti (bambini e adulti, uomini e donne) all’interno di una chiesa. C’è ironia, ma anche tanta tristezza e rabbia nell’affrontare la questione spinosa dell’emigrazione. Chi può entrare. Chi non può entrare.

Nadia Kaabi-Linke, No One Harms Me Unpunished, 2012
Nadia Kaabi-Linke, No One Harms Me Unpunished, 2012

 

Credits:
www.artsy.net
en.wikipedia.org
www.lawrieshabibi.com
www.artapartofculture.net