La promessa di un luogo sacro

Valery Koshlyakov, Homeless Paradise, 2012

L’esperienza del sacro corrisponde sempre a un luogo sacro. Un luogo come una specie di promessa di casa che non fallisce. Tutte le esperienze sacre e religiose hanno a che fare con il luogo. I luoghi delle nostre origini influenzeranno la nostra vita e l’attendibilità nei confronti delle cose e delle persone.

Se la casa è una promessa, la casa delle nostre origini promette che le persone siano attendibili e le cose pure. La casa ci spinge ad allargare il mondo uscendo.

Mario Botta, Church of San Giovanni Battista, Mogno, Svizzera, 1996 cosa contemporary sacred art
Mario Botta, Church of San Giovanni Battista, Mogno, Svizzera, 1996

Il costruire precede l’abitare: prima di abitare devo fare in modo che ci sia un ambiente separato dal fuori che esclude l’angoscia. Uno spazio di interiorità dove poter abitare. L’Ecumenismo è un processo che cerca di riunire tutti i cristiani. Il termine deriva dal greco “mondo trasformato in casa”. Una terra casificata, trasformata in casa. La casa nella sua materialità critica un certo dualismo. Per i greci il dualismo sta nel corpo separato dall’anima.

Nella società moderna viviamo nel dualismo di pubblico e privato.

Questo è iniziato in epoca romana. Privato è una parola che deriva dal diritto romano: privatum era tutto ciò di cui la cosa pubblica veniva privata. Pensare pubblico e privato separati è impossibile, creano una dissociazione. Il lutto è un fatto privato. Fino a qualche decina di anni fa il paese si fermava e chi era stato colpito aveva dei segni pubblici (vestito nero – un codice a seconda del grado di parentela). La visibilità del lutto, il carattere pubblico permetteva alla società di accorgersi e avere riguardo.

Christoph Büchel, The mosque, 2015 cosa contemporary sacred art
Christoph Büchel, The mosque, 2015

L’essere umano non è mai senza il dove. Le esperienze sacre anche in forma religiosa, immaginano un luogo, anche se immaginato è sempre come un luogo. Il niente è una situazione definitiva. Non c’è esperienza sacra che non miri a un luogo definitivo. Per riflettere sulla religione è indispensabile comprendere la connessione tra luogo e l’essere umano.

 

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