Rineke Dijkstra | La fragile solidità di un corpo

Rineke Dijkstra, ritratti sinceri di fragilità e certezze

La sua carriera come artista inizia durante la riabilitazione dopo un incidente in bicicletta. Rineke Dijkstra, fotografa olandese, si scatta una fotografia in piscina durante la fisioterapia. L’immagine che immortala è quella di un corpo che fa trasparire una estrema vulnerabilità.

Dai primi anni ’90 parte la sua ricerca sul ritratto. Riporta nello scatto fotografico la realtà, nuda e cruda, che ognuno mostra con il proprio corpo.

I moti psicologici, la fragilità e l’incertezza di uno stato d’animo.

I soggetti sono colti in un attimo di distrazione durante un’attività di svago, come i ragazzini sulla spiaggia o le madri dopo il parto. Ha fotografato una serie di madri nude, a poche ore dal parto, lasciando ben visibile il prezzo pagato dal fisico, evitando ogni falsa narrazione. La maternità sembra rimasta confinata nell’ambito religioso e sociale: alla madre al massimo pertiene la grazia, come quella della Vergine Maria, una qualità dello spirito, non del corpo. Qui la fatica, la stanchezza fisica, costituiscono un metodo per impedire al soggetto ritratto di mettersi in posa snaturando la realtà. La capacità di questi corpi di essere lì in un momento difficile, come in seguito a un evento come il parto, ci mette di fronte alla sacralità di un istante che fa parte della vita di tutti.

Rineke Dijkstra, Julie, Den Haag, Netherlands, 29 February 1994
Rineke Dijkstra, Julie, Den Haag, Netherlands, 29 February 1994

La solitudine di (s)oggetti proposti come metafore umane.

La sua ricerca artistica è suddivisa per sequenze. Adolescenti, soldati, toreri e clubber sono tra le serie rese note al grande pubblico in seguito a una retrospettiva alla Guggenheim di New York nel 2012. La Dijkstra prosegue il lavoro inseguendo la vita di alcuni soggetti su cui pone il suo interesse. È il caso di Almerisa, la piccola rifugiata bosniaca che la fotografa ritrae ogni due anni dal 1994, oppure di Olivier, il ragazzo che si arruola nella Legione Straniera. L’inseguimento, l’osservazione, la decontestualizzazione, la descrizione di un istante e, da parte dei soggetti ritratti, l’appartenenza (scelta o obbligata) a un certo stile di vita. Esplora il mezzo video al Buzz Club e al Krazyhouse di Liverpool, e a Manifesta10 porta una videoinstallazione dal titolo Marianna, dove riprende la fatica e la tensione una ballerina bambina magrissima mentre piega e torce il suo corpo. Ritratti sensibili, estremamente naturali che suscitando un forte senso di compartecipazione.

Rineke Dijkstra, Beach Portraits, 1992-1998
Rineke Dijkstra, Beach Portraits, 1992-1998
Credits:
www.guggenheim.org
m10.manifesta.org
www.micamera.com
www.artsblog.it